24/01/2010
all'amico Cuffaro l'affetto di tutto l'UDC
Romano: all'amico Cuffaro esprimo l'affetto di tutto l'UDC
Ci addolora sapere che un nostro amico e uomo politico quale è Cuffaro sia stato condannato perché in cuor nostro lo sappiamo innocente. La sua compostezza durante questo processo d’appello e alla conclusione dello stesso, al pari del suo passo indietro nell’attività politica, sono più eloquenti di ogni considerazione.
Vogliamo esprimergli tutto il nostro affetto, accompagnato dalla certezza che la verifica di legittimità di questa sentenza gli renderà giustizia.
On. Saverio Romano
Responsabile Nazionale Organizzazione UDC e Segretario del partito in Sicilia
10:50
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19/01/2010
I siciliani non si faranno ingannare
Romano: "Lumia è fuori di testa, ma i siciliani non si faranno ingannare".
Lumia è fuori di testa: non so se si renda conto della gravità delle accuse che continu
a a rivolgermi in risposta alle mie accuse politiche. Infatti non l’ho querelato mai in precedenza e non lo farò adesso poiché non è nemmeno degno di essere chiamato in giudizio da me.
Sappia Lumia che non io ma i Siciliani hanno un giudizio sulla operazione politica di cui egli è regista e tessitore. E si tratta di una opinione chiara che coincide con quella dell’UDC: il ribaltone in Sicilia si consuma per tutelare gli interessi più diversi dei singoli e dei partiti che lo sostengono, ma soprattutto il ribaltone oggi serve soprattutto all’antimafia degli affari, la sola della quale egli può essere fedele interprete. Se lo vuole, Lumia continui pure con le sue vergognose e deliranti calunnie ma non potrà mai sovvertire i fatti che hanno la testa dura e oggi che dell’Utri e Lumia sostengano Lombardo è semplicemente un fatto.
Onorevole Saverio Romano
Responsabile nazionale Organizzazione UDC e segretario del partito in Sicilia.
21:08
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14/01/2010
Assoluzione Mannino
Tutta l’UDC , i suoi dirigenti, i suoi iscritti, i suoi giovani dedicano allo statista Calogero Mannino un lungo e silenzioso applauso per dimostrargli affetto, stima e gratitudine. Abbiamo sempre creduto in lui, nella sua limpidezza e nella sua coerenza di uomo libero e forte.
Una storia giudiziaria tragica quella dell’amico Lillo, vero uomo delle istituzioni risorsa della politica italiana. Spiace però constatare che pochi insegnamenti siano stati tratti dalla sua dolorosa e assurda vicenda giudiziaria. Ancora oggi assistiamo a teoremi giudiziari che non hanno alcuna logica e che però distruggono la vita di alcuni politici e quella delle loro famiglie.
Onorevole Saverio Romano
Responsabile nazionale organizzazione UDC e segretario del partito in Sicilia
21:16
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12/01/2010
La mia relazione al comitato regionale dell'11/01/2010
Le grandi questioni politiche che nel passato biennio hanno interessato i governi del mondo hanno significativamente modificato il sistema e le priorità dei valori ai quali fino a oggi si era affidata la maggioranza della comunità globale. Libero mercato e capitalismo, finanza creativa, sviluppo intensivo e largo consumo, destatalizzazione e outsourcing dei servizi avevano nel tempo arricchito il nostro vocabolario a seguito della partita chiusa sul finire dello scorso secolo tra socialismo e liberismo a favore di quest’ultimo, nel mondo occidentale. La precisazione del tipo di conflitto ed in quale parte del mondo, e d’obbligo, poichè mano a mano che il modello occidentale si è uniformato e lo si è voluto esportare al resto del mondo, soprattutto per la necessità dettata dal fabbisogno di nuovi mercati e nuove risorse, sono emersi ostacoli insuperati e si sono aperte crepe che sono diventate vere e proprie voragini ed hanno messo in discussione il modello capitalista-liberale come modello universale.
Non solo perchè tale modello necessita di governi democratici per poter essere realizzato, e sappiamo invece quanto sia difficile esportare la democrazia o addirittura imporla con il conflitto armato, ma, soprattutto perchè le domande che salgono dal pianeta non hanno trovato risposte attraverso le vecchie ideologie o dei sistemi socio-economici che si sono confrontati lungo oltre un secolo di storia.
La necessità di salvare il pianeta dal disastro ecologico, dall’esplosione demografica, dalla crisi energetica e dall’insidia che il fanatismo religioso diventi strumento di lotta dei diseredati, impongono un modo nuovo di governare il pianeta con modelli nuovi, per la verità già in agenda dei più importanti paesi del mondo. Il fallimento di Copenaghen dimostra però quanto difficile sia la strada del governo globale e a quale duro lavoro sono oggi chiamate le diplomazie del mondo sui diversi e complessi temi che tutti ormai conosciamo. Cina, India e Brasile diventano sempre più decisivi assieme agli USA per scelte che nell’Europa geografica solo la Russia è in grado di condizionare, marcando sempre più la debolezza dell’Europa politica che nelle sue diverse fasi di crescita e di stasi ha sacrificato la leadership culturale politica ed economica sul mondo a favore di un patto tra stati anziché tra popoli che ha visto crescere un euroburocrazia autoreferenziale temuta dagli stati membri e conosciuta agli europei solo per i tempi ridicoli vincoli che ha saputo elaborare negli anni, giusto il contrario di ciò che servisse. Devo dare atto che il nostro governo di politica estera ha saputo tenere il paese sulla linea dell’europeismo nonostante i mugugni della lega, ha rafforzato il rapporto con gli stati membri dell’Atlantico e si detto parte attiva in rapporto con la Russia che non può avere pregiudizi storici ma che deve collocarsi oltre i buoni rapporti personali tra Putin e Berlusconi. Resta insuperata la questione aperta durante la presidenza Prodi all’UE e relativa al suo allargamento ed al suo mancato rafforzamento, politico soprattutto.
L’Italia non vive un mondo a parte, vive dentro questo mondo ed ogni sua scelta politica e di governo contribuisce a rafforzarle o indebolirle dentro un contesto dove anche come potenza industriale non è più protagonista da tempo. Siamo diventati un piccolo paese, ma siamo mai stati un grande paese? E se si, potremo mai ridiventarlo?
Sembra che queste domande ormai non se le porga più nessuno come se le risposte alle emergenze che pure ci sono e vanno risolte in Italia fossero la sola cifra per giudicare un governo e la misura dell’intero paese. Va bene la soluzione rifiuti a Napoli, va bene le case ai terremotati, va bene la cassa integrazione allargata, ma la politica dell’intervento tampone dura l’arco di una stagione e non può né deve sostituire gli interventi strutturali di cui il nostro paese necessita. Interventi che devono intanto incidere sul rapporto cittadino-istituzioni e istituzioni tra loro, riforme come le chiama qualcuno. Da oltre un anno il Presidente Napolitano parla inascoltato di Mezzogiorno ed oggi pone l’accento sul fisco. a noi è sempre sembrato molto ovvio che l’attuale modello fiscale penalizzante per le imprese e per le famiglie non favorisce lo sviluppo ne accende i consumi, sembra che anche Tremonti se ne sia accorto ma rimanda ogni intervento alla fine di questa legislatura, ma se così non fosse siamo pronti a lavorare. E il quoziente familiare? E l’irap e il modello delle detrazioni per combattere efficacemente l’evasione fiscale? Così come sembra che la risposta alla nuova questione meridionale debba essere la Banca del Sud a piangere il mancato sviluppo e le infrastrutture che dovevano realizzarsi con i fondi FAS destinati a coprire altri fabbisogni dello stato ed a giustificare il Federalismo Fiscale che darà di più a chi produce fuori da una comparazione storica sui mezzi di produzione del reddito. Per non dire poi della questione relativa ai servizi pubblici locali al rafforzamento delle municipalità ed alla grande questione della riforma della giustizia evocata come bastone mai realizzata perché subordinata alle vicende personali di Berlusconi. Questioni tutte che affrontate dovrebbero ridare autorevolezza alla politica e credibilità al rapporto tra cittadino ed istituzioni.
Vogliamo prendere parte come UDC ad un vero processo riformatore nel nostro paese? Certo che si. Intendiamo mantenere il patto con i nostri elettori che ci hanno votato anche perché abbiamo loro promesso una opposizione “repubblicana” a Berlusconi? Certo che si. Berlusconi ed il suo governo sono disponibili a lavorare con spirito costruttivo liberandosi dai condizionamenti di Bossi? A questa domanda risponderà Berlusconi con il tipo di prospettiva che vorrà dare al suo governo ed alla politica del suo partito a prescindere dalla sua leadership se un giorno vorrà lasciare seme o cenere. Per quanto ci riguarda credo sia inutile chiarire che ai nostri elettori che l’appuntamento elettorale delle prossime regionali nel resto d’Italia non potrà che riguardare le alleanze locali e che questi non prevedono governi a guida lega o guida sinistra antagonista o peggio Di Pietro. Poiché abbiamo sempre e a ragione ritenuto che non basta vincere le elezioni ma occorre poter governare con coalizioni coese e aderenti alla volontà popolare. Quella volontà popolare che per la prima volta dell’avvento dei sistemi maggioritari è stata volgarmente tradita proprio nella nostra realtà siciliana e che rappresenta per intero e plasticamente la distanza che oggi corre tra la politica e i cittadini, tra l’esercizio della funzione ed il mandato elettorale. Difetta certamente il nostro sistema elettorale che da un lato vincola la coalizione in una scheda elettorale unica nelle scelte del Presidente e dall’altro lascia libero quest’ultimo di scegliere a piacimento il vincolo del suffragio. Ma oggi quel che più difetta nella politica Siciliana è quella robusta moralità indispensabile per affrontare e risolvere le drammatiche questioni che ci stanno davanti. Un governo sganciato dall’esito elettorale ha nei mesi scorsi denunciato tutte le sue debolezze ed inefficienze, dimostrando che l’assenza dell’UDC non poteva essere risolutiva delle contraddizioni che già allora Lombardo assommava. Oggi un governo frutto del ribaltamento del risultato elettorale deve poter essere giudicato intanto per la sfacciata impostura alla quale prendono parte i più diversi protagonisti in nome del più vacuo “con chi ci sta” pseudo-riformatore, realizzando sostanzialmente una conventio ad excludendum “di quei soggetti politici” che si ostinano a sostenere che chi vince governa e chi perde fa opposizione e diversamente l’unica strada è il ritorno al corpo elettorale. Ma se per un solo momento volessimo astrarre il nostro ragionamento dalle valutazioni di premesse e accettassimo di partecipare nel merito di una discussione sulle cose da fare non potremmo che osservare almeno due cose:
la prima, le riforme tradizionalmente intese riguardano la ridefinizione del campo di gara e delle regole del gioco, in una parola l’assetto istituzionale, sono di competenza dell’organo legislativo e non possono che coinvolgere tutti i gruppi politici.
La seconda, la necessità di rivedere l’assetto istituzionale non può essere confusa con la legislazione ordinaria sia che riguardi i temi dell’emergenze sia che ridisegni strutturalmente interi settori.
Ne discende, che, necessariamente, se si vuole essere credibilmente coerenti con l’evoluzione del quadro politico, l’unica legge che può essere fatta prima di andare al voto è quella elettorale che preveda la mozione di sfiducia al presidente eletto dalla coalizione o la doppia scheda per la sua elezione, introducendo comunque un meccanismo di salvaguardia dell’ARS in caso di dimissioni o sfiducia del presidente della Regione. Ma, temiamo invece che, alcuni soggetti politici siano impantanati, senza considerare che occorrerebbero parole chiare sul merito delle questioni che si vogliono affrontare. Le famiglie e le imprese della Sicilia continuano a soffrire molto più di quelle del nord gli effetti della crisi economica, nel sud i prestiti al settore produttivo hanno subito un calo rispetto all’anno precedente dell’ 1,2% e le famiglie hanno continuato ad indebitarsi, con un incremento percentuale pari al 2,9%. In Sicilia si rileva una sempre maggiore difficoltà a recuperare da parte delle banche il denaro prestato sia alle imprese che alle famiglie e insieme alla Calabria la nostra regione è quella dove il denaro costa sempre di più 6,4%. Le imprese chiudono o licenziano, l’agricoltura e l’artigianato sono in crisi, ma adesso anche il comparto dei servizi e allo stremo e sempre più giovani partono per non tornare più. Se aggiungiamo lo sfacelo del servizio dei rifiuti e il blocco della spesa comunitaria, resta facile immaginare quanto pesi questa lunga crisi politica sul futuro dei siciliani. L’assenza di una strategia di governo per affrontare e risolvere le questioni citate non può essere nascosta da slogan innovatori, utili solo a mascherare una occupazione sistematica delle istituzioni con nomine del partito del presidente o dei suoi sodali. Io credo che oggi sia venuto il momento di prendere in mano le redini dell’opposizione in Sicilia e costruire l’alternativa. Senza pregiudizi, dobbiamo cercare ogni energia disponibile utile a superare, dentro l’ARS e nella regione, il macigno della diffidenza anche con coloro i quali non c’è una storia comune ma con i quali è possibile costruire un confronto trasparente, alla luce del sole su tutte le questioni della nostra isola nessuna esclusa. Da quelle prima cennate, al superamento definitivo della cappa mafiosa, con la sconfitta definitiva del crimine organizzato, anche con il contributo delle classi dirigenti che dovranno imparare ad essere unite contro un fenomeno che più di tutti rappresenta il peggiore dei mali siciliani. Sappiamo quanto strumentalmente abbiamo subito per vicende che ancora oggi lacerano le nostre carni, ma proprio in virtù di ciò non possiamo consentire che il futuro debba ancora vederci come un partito dagli uomini discussi o peggio collusi.
Lo faremo selezionando con maggiore rigore la nostra classe dirigente e allontanando coloro i quali non dovessero dimostrarsi all’altezza del nuovo corso. Sarà il modo migliore per dare il nostro contributo alla lotta alla mafia ed allo stesso tempo il modo migliore per sconfiggere quei nostri avversari politici che pure si trovano dentro l’antimafia militante, quella fetta di alcuni magistrati che partecipano attivamente alla vita politica e che fanno del loro lavoro strumento a servizio delle loro convinzioni. Solo così potremmo con autorevolezza e credibilità affermare che non ci piace l’antimafia degli offesi al governo della regione, così come non ci piacciono rigurgiti di gerontocrazia della prima repubblica, così come non ci piace sapere che molti promossi nei posti di comando sono graditi a piazza del gesù o similari.
01/12/2009
Romano: Lombardo torni a coalizione elezioni o si voti.
I gravi problemi della Sicilia attendono risposte immediate da un governo regionale che non c’è più. Tra questi, l’emergenza rifiuti, una disoccupazione crescente, piccole e medie imprese costrette alla sopravvivenza, giovani laureati in fuga dalla Sicilia, il comparto agricolo in ginocchio, enti locali che non hanno più alcuna interlocuzione con Palazzo d’Orleans.
In questo contesto Lombardo, piuttosto che fare il giro delle sette chiese per raccattare qualche deputato che gli consenta di restare sulla propria poltrona farebbe bene a guardare la realtà per quella che è. L’UDC ha chiesto una cosa molto semplice: che si azzeri la giunta e che venga ripristinata la coalizione che ha vinto le elezioni. In caso contrario il ricorso alle urne sarebbe la cosa più civile e democratica da fare. Confidiamo in un sussulto di dignità politica da parte del presidente della Regione. Ma su questo siamo pessimisti.
on. Saverio Romano
Responsabile nazionale organizzazione UDC e segretario del partito in Sicilia
09:55
Scritto da : saverioromano
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Romano: Lombardo azzeri la giunta e poi ci confronteremo.
La crisi che oggi investe la maggioranza in Sicilia si risolve solo con l’azzeramento della giunta. Ogni altro tentativo teso a rattoppare l’esistente aggrava il già complesso quadro politico. L’azzeramento della giunta è l’unico gesto concreto che ha a disposizione Lombardo per dimostrare di volere realmente il confronto.
E’ del tutto ovvio quindi che l’UDC non ha in agenda alcun incontro.
On Saverio Romano
Segretario UDC Sicilia e Responsabile nazionale Organizzativo
09:52
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22/10/2009
Che Scuola vogliamo?
In questi giorni il tema della scuola è diventato sempre più attuale: dai precari all'ora di religione islamica, dai contributi alle scuole paritarie alle condizioni della scuola pubblica. Ma è davvero un mondo che conosciamo o ci interessa conoscere? Io vorrei chiederlo ai ragazzi, ma anche alle mamme ai papà e ai tanti docenti, precari e non, che stanno quotidianamente accanto ai nostri figli. La scuola di oggi risponde davvero alle necessità delle famiglie e della nuova società? Quanto valorizza le figure professionali in essa impegnate?
19:19
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18/10/2009
Dalla discussione su "Segretari under 35"
ho letto i vostri commenti al mio post precedente, me ne é piaciuto particolarmente uno e lo pubblico qui per intero. Vi leggo con grande piacere, continuate a scrivermi.
Saverio
"Per me è la prima volta che scrivo in questo blog, e tra l'altro non sono iscritto in nessun partito politico, questa idea dei giovani under 35 mi sembra molto positiva e innovativa, in un Italia il cui pensiero politico è se essere Berlusconiani o anti Berlusconiani, bisogna promuovere i giovani e le loro idee, bhe faccio un breve accenno ad una mia esperienza politica/sindacale avuta a Luglio scorso, in occasioni delle elezioni delle RSU al cantiere navale di Palermo, mi candidavo come RSU nel colleggio impiegati, superando le diffidenze iniziali della segreteria provinciale della mia sigla sindacale, riuscivo a candidarmi, bhe per essere brevi io con le mie idee riuscivo ad ottenere il 7% di preferenze nel coleggio, parlando con chi non mi ha votato riuscivo a capire il perchè non mi avessero votato, non mi hanno votato perchè votare per me significava votare per la segreteria provinciale che appoggiava l'altro candidato e questo giochetto ha contribuito a farmi perdere il 12% dei consensi, pertanto alla luce di questa breve esperienza posso dire che bisogna dare fiducia ai giovani e alle loro idee che sono vincenti l'idea del rinnovamento della classe dirigente è l'arma vincente ed è la strada giusta da percorrere, bisogna mandare a casa certe espressioni di idee vecchie oramai obsolete come quelle che ha l'On. Lombardo, il cui partito è superato già sul nascere ma se la Sicilia è autonoma, lui che autonomia vuole? E su questa riflessione vi lascio."
GIORGIO
11:57
Scritto da : saverioromano
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17/10/2009
Segretari provinciali e cittadini under 35?
A volte la voglia, il desiderio e il coraggio di scelte radicali si incrociano con l'esigenza di un profondo rinnovamento. Diventa quello il momento per interrogarsi e mettersi in gioco. Da Segretario Regionale ho voluto sin dall'inizio introdurre idee nuove anche con la creazione di liste alle amministrative composte da Giovani e Donne. Oggi siamo alla vigilia dei congressi di partito e da Segretario Regionale voglio lanciare ai miei amici internauti una provocazione (anche se per me non è tale): cosa ne pensate di segretari provinciali e cittadini under 35? L'Udc siciliano che io rappresento ha sempre sostenuto i suoi giovani, dentro e fuori il movimento giovanile. Ora è venuto il momento di accompagnarli dentro il "partito degli adulti", certo che con il loro entusiasmo, il loro spirito innovativo, sapranno fare anche meglio di noi.
14:19
Scritto da : saverioromano
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06/10/2009
scuse Fgci si materializzino devolvendo incassi
Messina: Romano, scuse Fgci si materializzino devolvendo incassi
Palermo, 6 ott. - (Adnkronos) - "Prendiamo atto delle scuse formali espresse da una persona per bene e in assoluta buonafede come il Presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete. E' auspicabile tuttavia che ora queste scuse si materializzino. Devolvere almeno una parte degli incassi del prossimo turno di campionato agli alluvionati della provincia di Messina sarebbe un modo per stigmatizzare in concreto la decisione vergognosa di domenica scorsa dalla Lega Calcio di fare osservare un minuto di silenzio per la tragedia del messinese solo nei campi dove giocavano le squadre siciliane". Lo dichiara il deputato dell'Unione di Centro Saverio Romano, segretario regionale Udc della Sicilia.
19:04
Scritto da : saverioromano
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