Lavoro, formazione, impresa: i giovani cosa pensano?

giovani_lavoro.jpgCrisi occupazionale, precarietà e flessibilità del lavoro, coerenza tra formazione e mercato del lavoro, cultura d’impresa: queste le questioni che più da vicino riguardano la quotidianità di voi giovani. Vorrei le vostra impressioni, le vostre critiche e le vostre proposte.

Saverio

Lavoro, formazione, impresa: i giovani cosa pensano?ultima modifica: 2009-10-21T22:34:00+00:00da saverioromano
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4 pensieri su “Lavoro, formazione, impresa: i giovani cosa pensano?

  1. Baso la mia analisi sull’esperienza personale.
    Impressioni: la flessibilità del lavoro di per sè non è un elemento da condannare, sappiamo essere aspetto caratterizzante dei nuovi fenomeni economici globali da decenni. Quel che la rende insopportabile è l’assoluta mancanza di un concreto ed efficiente welfare state che possa garantire soprattutto le nuove generazioni.
    Critiche: per esempio la mancanza di un sistema di protezione sociale adeguato rende la fine di ogni rapporto di lavoro temporaneo (la principale modalità di accesso per i giovani) e l’improvvisa mancanza di uno stipendio un “omicidio sociale”, questo perchè ci si ritrova in pochissimo tempo a perdere il sistema di relazioni e di standard di vita che si era creato in poco tempo alimentando una insicurezza e una frustrazione che è ormai diventata fenomeno sociale patologico. Le agenzie per il lavoro hanno in tal senso un ruolo estremamente negativo, poichè oltre ad assumere in maniera strutturale e diffusa comportamenti scorretti e ai limiti della legalità, rendendosi strumenti nelle mani delle medie e grandi aziende finiscono per sfruttare il lavoro dei giovani offrendo poco o nulla in cambio. L’attuale legislazione sul lavoro oltretutto non impedisce ciò anzi lo favorisce minando e compromettendo in profondità il nucleo di base della società italiana: la famiglia, l’attuale legislazione sul lavoro in tal senso si rivela nei fatti il vero nemico della famiglia e di chiunque desideri crearsi un futuro dignitoso.
    Proposte: costruire un sistema di welfare state degno di questo nome (esempio: un sussidio di disoccupazione di entità decrescente con il passare dei mesi per chiunque abbia prestato lavoro a tempo determinato con ogni forma contrattuale), aumentare i controlli ispettivi sulle agenzie del lavoro e renderli capillari e severi e soprattutto modificare in profondità la legislazione sul lavoro in modo che questa rimetta al centro la persona umana, il suo lavoro e i suoi diritti e non il semplice profitto.

  2. Torno a scrivere sul blog, su di una questione che ho molto a cuore, la questione lavoro con le sue sfaccettature. Parto con una premessa l’articolo uno della costituzione, che è il principio fondamentale del nostro stato Italiano, cito che recita al primo comma: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.”, partendo da questa premessa adesso faccio la mia riflessione, oggi il lavoro non è solo un problematica giovanile dove il mercato del lavoro ricerca una figura professionale ed invece il mondo della formazione forma tutt’altra figura professionale, bhe oggi il problema con questa crisi globale che c’è è una problema di tutti perchè anche le figure professionali che già ci sono attualmente sul mercato del lavoro sono quasi obsolete, faccio un’esempio pratico sempre prendendo come spunto il cantiere navale di Palermo, tra dipendenti Fincantieri e ditte dell’indotto siamo quasi in 2000 unità, la prevalenza degli addetti sono saldocarpentieri, questa figura professionale possiamo dire che superata ma non per le capacità professionali, ma a causa dei fattori esterni tipo globalizzazione, tradotto in soldoni se per realizzare un prodotto a Palermo impiego 10 ore ed in Cina impiego pure 10 ore volendo estremizzare a Palermo costa 100 ed in Cina costa 1.
    Quindi sarà più vantaggioso economicamente per un’armatore realizzare una nave in Cina o in Corea che a Palermo o in Italia. Per via del fenomeno globalizzazione il mercato del lavoro è in un evoluzione continua, quello che oggi va bene domani non va più bene, e da qui nasce la precarietà e la flessibilità, dove per lavoratore intendo non solamente chi lavora manualmente, ma anche chi lavora di intelletto come gli impiegati ai manager aziendali, anche tutti gli imprenditori sono dei lavoratori, per essere sintetici chi con le proprie capacità produce reddito è un lavoratore.
    Traendo una conclusione possiamo dire che molti fenomeni posso essere previsti e visto che l’Italia secondo l’articolo uno della costituzione è fondata sul lavoro, sarebbe opportuno creare un’osservatorio, che pianifichi e monitorizza le esigienze reali e veda le opportune correzioni da fare, anche se è il caso di riqualificare le figure professionali, dare un supporto alla creazione di imprese per l’immissione delle figure riqualificate, e soprattutto bisogna snellire la burocrazia e semplificare tutto, certamente le regole vanno rispettate però c’è troppa burocrazia, bisogna trovare un modo per assicurare un lavoro a tutti poi se sono fannulloni sono fatti loro, però come stato bisognerebbe lavorare su questa via.

  3. Carissimo saverio, solo per una riflessione, alla luce delle recenti elezioni regionali, si è potuto vedere che il partito non gode di buona salute al nord italia, e come sempre il sud dà il maggiore contributo elettorale.
    Pertanto mi chiedo non crede che sia venuto il momento che la sicilia è il meridione sia presente con i propri responsabili nelle trasmissioni televisive?
    Non crede che nulla togliendo alle persone che oggi vanno in tv il meridione debba essere rapprentato????.

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