Romano: Dialetto e cambio inno, sono oltraggio

 
Non c’è che dire: la Lega svolge in pieno la sua parte che è quella del leone all’interno della maggioranza nel governo Berlusconi, e con l’arroganza che ne contraddistingue l’azione politica ricatta il Premier, continuando a proporre provvedimenti di legge che hanno il solo deprecabile scopo di dividere e disgregare il Paese. L’unità nazionale è un valore che va preservato e sarebbe il caso che Berlusconi prendesse posizione in modo netto e chiaro. La proposta di cambiare l’inno nazionale, quella di sottoporre ai professori un test su storia e tradizioni della regione in cui intendono lavorare o quella della introduzione dello studio del dialetto nelle scuole, così come l’istituzione delle gabbie salariali, rappresentano un oltraggio a cui tutti i politici di buon senso, al di là della loro appartenenza, dovrebbero opporsi. L’UDC è stato il solo partito a schierarsi contro il federalismo fiscale che danneggerà il Mezzogiorno creando disservizi e sacche di disuguaglianza e la speranza è che i politici del Pdl siciliano e del Meridione, in un sussulto di orgoglio e di amore per la nostra terra, magari gli stessi che parlano in astratto di un Partito del Sud, agiscano in concreto non votando questi provvedimenti, ribadendo la volontà di uniformare il Paese e di eliminare le differenze sociali ed economiche che sono causa di mancato sviluppo in un momento di grave crisi economica e produttiva. L’UDC, non a caso, è il primo avversario politico della Lega, perché ne sa leggere l’egoismo e ne sa intravedere il pericolo per il futuro dell’Italia.
 

 

Romano: Dialetto e cambio inno, sono oltraggioultima modifica: 2009-08-18T20:10:12+00:00da saverioromano
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